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Torniamo a parlare degli allenamenti in gruppo e vediamo alcuni errori in cui si può incappare correndo con altre persone.
Spesso le rivalità e/o l’inesperienza possono giocare cattivi scherzi e anziché sfruttare il gruppo per migliorare le prestazioni, si finisce per ottenere l’effetto contrario. Spesso i podisti si ritrovano a gareggiare in allenamento, per poi arrivare con le pile scariche o mal preparati al giorno della gara.
E’ di preziosa importanza la presenza di un allenatore o di un podista di grande esperienza e saggezza, che sappia modulare la gestione del gruppo. Tutti gli elementi del gruppo devono avvalersi dell’aiuto degli altri compagni per migliorare; se il gruppo è ben gestito tutti ne trarranno vantaggio.
Gli atleti che hanno meno sensibilità al ritmo, dovranno seguire il passo o le indicazioni che gli verranno impartite dai più esperti. Se durante una seduta qualche elemento cambia le andature previste dalla tabella, gli altri non devono seguirlo, in modo che dall’errore del singolo non ne scaturisca un danno a catena.
Negli allenamenti collettivi, il podista deve rimanere autonomo ed avere capacità decisionale, in poche parole deve avere la lucidità per non farsi attirare in trappole suggerite dall’eccesso di agonismo. In questi frangenti si riconosce la maturità dell’atleta, egli cercherà sempre di far fruttare al massimo il proprio allenamento. Seguirà con la maggior precisione possibile le indicazioni suggerite dal suo tecnico, evitando ogni rischio superfluo.
Cosa da evitare è che la seduta di corsa diventi una specie di salotto, dove si ride e si scherza non badando per niente al ritmo al quale si corre. E’ bene svagarsi nei giorni di recupero allentando le tensioni accumulate nei giorni di carico, ma va ricordato che è in corso una seduta allenante e come tale non deve prevedere andature lentissime; rilassarsi si, ma sulle andature previste.
Lo sport è passione, ma sarebbe sciocco non cercare il massimo profitto dalla fatica e dai sacrifici che l’allenamento richiede.
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